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Re-Co: vivere “verde” in un piccolo spazio urbano

Photo credit: FDV

Abbiamo finalmente il piacere di aprire la nostra serie di post in italiano!

Questi articoli sono dedicati ai nostri amici “di casa”, e – benche’ non tratteranno tutto ciò che viene trattato in inglese – siamo sicuri che vi saranno utili ed informativi.

Per iniziare, ci siamo lasciati ispirare da Livia e Matteo, rispettivamente graphic designer ed interior designer. Li abbiamo conosciuti al Festival del Verde e del Paesaggio tenutosi a Roma a Maggio. Hanno presentato un progetto, Re-Co, dove una piccola realtà’ urbana come si trova a Roma, viene trasformata in una meravigliosa sinfonia di colori e natura. Infatti, lo spazio ristretto di un tipico balcone romano viene creato ed adattato ad uno spazio “verde” grazie al riuso di materiali edili riciclati.

Ecco l’ intervista tenuta con Livia e Matteo. Grazie ragazzi!

1. Quando avete iniziato ad interessarvi all’ambiente?

Livia. L’interesse verso l’ambiente inizia da che ho ricordo. Sono cresciuta in una famiglia di amanti della natura, tra Roma e l’Umbria, sempre circondata da giardini, piante, fiori ed alberi. Ai miei genitori devo le mie prime conoscenze con le piante, poi alimentate da una forte curiosità verso le scienze della Terra e lo studio dei cicli e le energie naturali. Amo il fai da te, sono sempre stata portata nello smontare e rimontare oggetti e trasformarli. Il riciclo è una pratica che considero vitale.

Matteo. L’interesse all’ambiente lo posso definire fisiologico, essendo nato e cresciuto nella campagna romana in una famiglia di commercianti in cui allevamento ed agricoltura erano attività quotidiane per il sostentamento alimentare della famiglia. Tutt’oggi cerchiamo di mantenere queste attività per perseguire uno stile di vita sano e salutare. Stare a stretto contatto con tutto ciò è diventato per me una fuga dalla routine quotidiana del lavoro. Ho scelto di studiare design di interni anche spinto dalla voglia di avere le capacità per poter progettare in modo sempre più funzionale uno spazio domestico che oggi giorno considero ormai devitalizzante ed alienante.

2. Come vi siete conosciuti?

Ci siamo conosciuti in Accademia, una scuola di grafica (Livia) e design di interni (Matteo) a Roma, 4 anni fa. Abbiamo iniziato a frequentarci perchè i nostri stili di vita, le idee che ci spingevano a fare quello che ci piaceva, erano simili e trovavano dei punti di accordo e di sfogo altamente pratici e creativi. Abbiamo riconosciuto che il bisogno di vivere in maniera “reale” e naturale di entrambi era fortemente limitato da una situazione urbana che di naturale ha molto poco. E frequentando Roma ogni giorno, ci rendevamo sempre più conto di quanto avremmo, con le nostre idee un pò “punk” e “fai da te”, potuto migliorare sia condizioni domestiche limitate, sia l’ambiente che ci circonda. Siamo entrambi una fucina di idee, e la praticità nei lavori manuali non ci è mai mancata!

3. Come avete concepito il progetto presentato al Parco della Musica?

Livia. Il progetto per il Festival è nato in maniera molto casuale. Da qualche tempo mi  ero trasferita da sola in un condominio romano dai classici balconcini piccoli. Avevo subito sentito il bisogno di circondarmi con tutte le piantine possibili per poter soddisfare la mia voglia di verde! Avevo iniziato a produrre kokedama, una forma di bonsai in cui devi creare una “palletta” di fango e muschio con all’interno una pianta, o albero. Può essere appesa, sfruttando così anche lo spazio verticale del balcone.

Matteo. Quando andavo a casa di Livia, capitava spesso che realizzassimo questi kokedama insieme, toccando con mano (nel vero senso della parola) la capacità di rilassarti e di estraniarti da tutto che derivava dal produrli. Inoltre era la perfetta soluzione per avere delle piante anche dentro casa, dopo che Livia aveva riempito tutto il balcone! Poi, un giorno, mentre lavoravo ad un progetto di interior design, facendo ricerche su internet, mi sono imbattuto nel bando di Concorso del Festival/ Ho subito pensato che sarebbe potuta diventare una splendida opportunità per entrambi di esprimerci, ed uno stimolo a creare qualcosa di utile ed innovativo per la vita urbana.

Il progetto per le selezioni è stato creato di getto, guardando il balcone di Livia per renderci conto di cosa sarebbe potuto essere utile in così poco spazio e considerando quali materiali avremmo potuto usare senza costi eccessivi provenienti dal magazzino del mio negozio. La mia famiglia gestisce un negozio di arredamento, ceramica e materiale edile, quindi in magazzino ci capita spesso di avere materiali di scarto che è sempre difficile dover smaltire. Mi era capitato in passato, di pensare e realizzare allestimenti per il negozio ed oggetti di arredamento con i materiali del magazzino. Parlandone insieme, abbiamo concepito l’idea di ricreare, in quel poco spazio, un arredamento pratico e funzionale che richiamasse visivamente il nostro ambiente circostante: Roma, una città in cui cantieri, ristrutturazioni e spazi verdi segnano la vita dei suoi abitanti. Da qui il nome Re-CO: re-construction, una convivenza dell’aspetto naturale e strutturale in un unico ambiente a misura di persona.

Michelle Calcatelli

Michelle Calcatelli

Planter-in-Chief
Hi there! My name is Michelle. I'm an American living in Italy, mom of two girls, a lover of travel, music and good food shared with loved ones. I am a freelance grant writer and a former agricultural development practitioner, having worked mostly in rural Africa for 18 years. I look forward to creating a space here - with your help - where we can exchange dreams, ideas and kindness to start shaping a better tomorrow.

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